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Stanza n. 78 - S. Isidro Futból ad Arezzo |
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S. Isidro Futból
2 agosto 2008. L’Arezzo d’estate propone nel suo chiostro teatrale per eccellenza, quello del Teatro Pietro Aretino, lo spettacolo che più d’ogni altro ha incuriosito e divertito gli spettatori aretini della stagione teatrale 2007/2008, ovvero il “S. Isidro Futból” prodotto dalla Libera Accademia del Teatro e dalle Officine della Cultura e tratto dall’omonimo romanzo di Pino Cacucci (che ha partecipato alla prima ed avallato la trasposizione dell’opera sul palcoscenico con il suo sorriso).
La scena è pronta. Il piccolo campo di calcio in discesa di San Isidro splende nella sua geometricità. Gli strumenti brillano. Gli attori/musicisti si riposano prima della rappresentazione. Scuotono i tendini, stressano le fibre e… freddano i muscoli. Eh sì! Perché gli attori del “S. Isidro Futból”, quasi tutti ma soprattutto i quattro musicisti, devono indossare per la scena non comode braghe di cotone, morbidi tessuti traspiranti, ma, nonostante l’afa dell’agosto aretino: completo nero aderente al corpo composto da calzamaglia nera, maglia nera a maniche lunghe e maglia nera a maniche corte (il perché delle due maglie nere è dato conoscere solo agli attori medesimi); pantaloni corti bianchi; pantaloni lunghi; poncho di lana grezza; sombrero; calzini bianchi (sulla calzamaglia nera); scarpe chiuse e per alcuni minuti una calzamaglia nera in testa. Data la premessa è ben chiaro che i muscoli si scalderanno di certo in scena… meglio freddarli prima!
L’articolo seguente è tratto da La Nazione - Arezzo del 1 agosto 2008.
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